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Cosa significa Nina meteo? Didattica

Molti ci chiedono ma cosa sarebbe la nina? Cosa significa nina meteo? Che conseguenze ha sull’ inverno italiano?

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Anche la Niña ha ripercussioni quasi planetarie e potrebbe essere la causa scatenante di intense siccità nel Mediterraneo, fra le quali quella ben nota dei periodi invernali 1988/1989 e 1989/1990.

Per comprendere una simile conclusione occorre prima ricordare le proprietà ed i meccanismi di evoluzione del sistema che condiziona in maniera molto importante il clima ed il tempo del Mediterraneo, e cioè, l’Anticiclone delle Azzorre.

Questo anticiclone è un sistema dinamico (determina cioè, alte pressioni sia in quota che al suolo) appartenente al gruppo dei cosiddetti anticicloni subtropicali e come tale è uno dei grandi “centri di azione” della circolazione generale dell’atmosfera. In altri termini il suo comportamento è in grado di condizionare l’evoluzione a grande scala spazio temporale dei moti atmosferici.

Normalmente l’Anticiclone delle Azzorre durante l’inverno si colloca nella sua sede oceanica (intorno, appunto, alle isole Azzorre) mantenendosi a latitudini abbastanza basse.

CONSEGUENZE: COSA SIGNIFICA NINA METEO?

E’ stato osservato che La Niña verificatasi fra la seconda metà del 1988 e l’inizio del 1990 ha determinato oltre che un forte raffreddamento della superficie oceanica anche un conseguente ed ovvio raffreddamento dell’aria a contatto di detta superficie. I movimenti dell’atmosfera hanno poi propagato il raffreddamento a tutte le basse latitudini.

È evidente che una diminuzione della temperatura delle basse latitudini, fino a valori largamente al di sotto di quelli normali, determina una diminuzione del gradiente termico Sud-Nord.

Non solo, ma la massa d’aria raffreddata delle basse latitudini si è disposta, a grande scala, in maniera leggermente inclinata da Sud-Ovest verso Nord-Est; questo fatto ha favorito il trasporto verso latitudini superiori di aria mite di origine oceanica e quindi un riscaldamento dell’atmosfera delle alte latitudini particolarmente evidente, fra l’altro, nel settore europeo.

Dunque, raffreddamento al Sud e riscaldamento al Nord costituiscono un duplice motivo di diminuzione del gradiente termico Sud-Nord. Del resto la diminuzione del suddetto gradiente sulla regione delle longitudini europee è evidente anche al livello di 850 hPa (circa 1500 metri di altezza).

Il fenomeno è inoltre notevolmente più marcato nei periodi invernali 1988/89 e 1989/90. Questi periodi, come ben noto, furono dominati da configurazioni anticicloniche, con valori barici altissimi, estremamente superiori ai valori normali, disposte con l’asse principale lungo i paralleli nella tipica posizione in cui d’estate, si colloca l’anticiclone delle Azzorre.

Sarà davvero questa la strada che percorrerà la prossima stagione? Nulla è certo in meteorologia. Si tratta pur sempre di tendenze a lungo termine che necessitano di ulteriori conferme nelle prossime settimane, soprattutto a seguito di altri dati di cui prontamente vi daremo conto.

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