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Mari caldissimi: rischio NUBIFRAGI. Conseguenze del cambiamento climatico

Prossime settimane, rischio eccezionali piogge. Mari Tropicali. Sono le conseguenze del cambiamento climatico

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LE STAGIONI PERSE A CAUSA DEL CAMBIAMENTO CLIMATICO

Un tempo, quando l’Autunno faceva seriamente l’Autunno, l’assoluto protagonista della stagione delle piogge era l’Oceano Atlantico. Oceano che, tramite il suo costante respiro, portava condizioni meteo climatiche facilmente riconoscibili.

Le perturbazioni da ovest, intervallate da qualche momento di bel tempo, scorrevano continuamente e trasferivano al suolo la giusta quantità d’acqua. Senza eccessi particolari, senza che dovessimo preoccuparci del rischio idrogeologico o di chissà cos’altro. Poi qualcosa s’è rotto, qualcosa s’è inceppato e le stagioni autunnali degli ultimi decenni hanno cambiato pelle.

PERTURBAZIONI ASSENTI MA FENOMENI ESTREMI PERSISTENTI

Sono diventate frequenti le violente gocce fredde, i cicloni mediterranei, i nubifragi, le alluvioni lampo. La paura, quanto arriva l’Autunno, è che l’eccesso termico dell’Estate possa trasformarsi in qualcosa di pericoloso. A volta è così, altre volte fortunatamente no. Certo è che l’estremizzazione meteo climatica è sempre più evidente.

L’Oceano Atlantico, così come lo conoscevamo, non c’è più da tempo ma guardando i modelli previsionali pare che nelle prossime settimane possa darci segni di vita. Nel corso della seconda decade di settembre il flusso instabile oceanico, se non addirittura perturbato, potrebbe raggiungere l’Europa centro occidentale confermando il passaggio di testimone stagionale.

CONSEGUENZE DEL CAMBIAMENTO CLIMATICO IN ITALIA

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Le influenze potrebbero arrivare anche su di noi, ma in che modo? Secondo alcune proiezioni potremmo assistere all’inserimento di aria umida sui nostri mari, inserimento che avverrebbe in un contesto ancora anticiclonico e che quindi potrebbe creare le condizioni ideali per l’isolamento di vortici ciclonici secondari.

Tali vortici, alias gocce fredde (sperando che non evolvano in qualcosa di peggio), potrebbero portarci le prime violente ondate di maltempo. Nubifragi, grandinate, quindi temporali, colpi di vento e temperature in forte diminuzione. L’intensità dei fenomeni dipenderà, ovviamente, da quanta energia sarà in grado di rilasciare il Mediterraneo.

ENERGIA DEVASTANTE

Energia che, ad oggi, è tantissima e che verrà rilasciata gradualmente nel corso della stagione autunnale. Non dobbiamo scordarci che il Mediterraneo è un grande immagazzinatore di calore, ma tale energia viene consumata in modo lento e progressivo. Ed è per questo motivo che da qui a novembre potrebbero crearsi le condizioni ideali per violenti peggioramenti atmosferici. Teniamone conto, non sottovalutiamo questo aspetto.

Per il momento fermiamoci qui, ci basta sapere che l’Atlantico darà segnali di risveglio se poi sarà un risveglio capace di segnare pesantemente il tempo settembrino, o magari il tempo autunnale, lo capiremo strada facendo.

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