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Neve 1985: l’ evento PAZZESCO che bloccò l’ ITALIA. Chi se lo ricorda?

Il grande evento che bloccò l’ Italia. La neve 1985 che superò anche i due metri

neve-1985-

NEVE 1985 NORD BLOCCATO. POI ANCHE IL SUD

Si cominciò dopo il grande freddo, dopo la neve romana, dopo giorni di ghiaccio, brina e anche nevischio. Si cominciò dopo un mattino con cielo progressivamente più chiuso; la neve cominciò a cadere leggera e fine dal primo pomeriggio, mentre a San Siro andava in scena Milan-Como e molti milanesi andavano al cinema o si rilassavano davanti alla TV.

Tutti sapevano che sarebbe stata una forte nevicata, ma nessuno si aspettava quattro giorni di neve con poche pause senza i fiocchi girassero in pioggia, come succede spesso in queste occasioni, quando ormai prende l’Atlantico con la sua aria mite.

ORE E GIORNI SOTTO LA BUFERA. INDIMENTICABILE LA NEVE 1985


La nevicata si protrasse sempre più fitta e copiosa per tutta la notte su lunedì e sino alle 11.30 del mattino successivo, lasciando al suolo già più di 25cm. In 50 anni è stato il mattino con le strade più bianche che io ricordi. Di notte gli spazzaneve non erano passati nemmeno sulle grandi arterie e l’effetto “caffè latte” della neve era evidente. Le auto si muovevano con difficoltà tra questi ammassi di neve ancora semi gelata. Il tram numero 21 all’altezza di Piazza del Rosario si bloccò e da quel giorno quel tratto è stato cancellato e tuttora ne restano solo i binari.

La pausa permise di ammirare una Milano nordica: non si sciolse nulla, la neve era ancora tutta lì, si passeggiava nel bianco; c’era eccitazione tra la gente, questo lo ricordo perfettamente. La neve riprese a cadere durante la notte seguente e non smise più. La nevicata del martedì fu particolarmente copiosa ma attecchì in modo meno vistoso sulle strade, cosparse ormai di sale e visitate di continuo dagli spazzaneve.

Caddero ancora molti centimetri, molte auto rimasero bloccate nei parcheggi per giorni, nessuno riuscì più a liberarle. Anche in Piazza Duomo montagne di neve erano state ammonticchiate qua e là. Molte linee tramviarie furono sospese a causa dell’eccessivo innevamento che presentavano i binari. Raggiungere le scuole e i luoghi di lavoro stava diventando sempre più difficile. Mercoledì nevicò ancora con grande veemenza, pur con temperature leggermente più alte. Cominciò a cadere la neve dai tetti, ferendo anche qualche anziano.

AEROPORTI IN DIFFICOLTA’


Aeroporti chiusi, frutta e verdura che scarseggiavano, persino il latte: la gente aveva fatto scorte nei supermercati e ora le consegne stentavano a giungere a destinazione.

Mercoledì sera la neve cominciò a cadere a fiocchi larghissimi ma meno abbondanti, poi sporadici fino a cessare dopo la mezzanotte.

La più grande nevicata del ventesimo Secolo. Un’ondata di freddo eccezionale che capovolse le sorti dell’inverno 84-85 fino ad allora risultato mite e poco perturbato. Tutto avvenne nell’arco di una ventina di giorni a partire dalla fine di Dicembre del 1984 quando a livello stratosferico un massiccio riscaldamento polare fece scivolare due noccioli di aria gelida, uno verso l’Europa settentrionale ed un altro sul Canada. Con la complicità dell’anticiclone delle Azzorre che si spinse fino all’Islanda e oltre la colata artica europea riuscì ad arrivare alle nostre latitudini dando luogo ad una lunga ondata di gelo e neve che si divise in due fasi.

neve a firenze

PRIMA FASE 5-9 GENNAIO: l’aria gelida in ingresso dalla porta della Bora che soffiò fino 100km/h riesce a formare un minimo di bassa pressione tra la Toscana ed il Lazio con nevicate storiche che interessarono abbondantemente Firenze e Roma con rispettivamente 40 e 30 cm . 

Con lo scivolamento del minimo verso sudest tra il 6 e il 9 Gennaio la neve raggiunge anche la Campania ed il resto del sud con accumuli fino a 25 cm sulle zone collinari di Napoli, era dal 1956 che non accadeva

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